<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Pianetanews.com</title>
	<atom:link href="http://www.pianetanews.com/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.pianetanews.com</link>
	<description>Il pianeta delle notizie online con approfondimenti di politica, gossip, sport e tecnologia</description>
	<lastBuildDate>Sun, 19 Feb 2012 06:58:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>L’Inter si fida di Ranieri e chiede aiuto all’Europa</title>
		<link>http://www.pianetanews.com/3725/l%e2%80%99inter-si-fida-di-ranieri-e-chiede-aiuto-all%e2%80%99europa.html</link>
		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 06:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pianetanews.com/?p=3725</guid>
		<description><![CDATA[Era sabato anche il 18 febbraio ’95, il giorno nel quale Massimo Moratti era diventato azionista di maggioranza dell’Inter. Quello che è appena passato è stato uno dei giorni più tormentati per un presidente che ha vinto tutto, che ha portato a San Siro una moltitudine di fuoriclasse e che adesso deve fare i conti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era sabato anche il 18 febbraio ’95, il giorno nel quale Massimo Moratti era diventato azionista di maggioranza dell’Inter. Quello che è appena passato è stato uno dei giorni più tormentati per un presidente che ha vinto tutto, che ha portato a San Siro una moltitudine di fuoriclasse e che adesso deve fare i conti con una squadra che, all’improvviso, sembra battibile da tutti. I numeri sono inquietanti: un punto nelle ultime cinque partite; quattro gol fatti (tutti contro il Palermo) e tredici subiti; sconfitte in casa contro Novara e Bologna. La prima conclusione alla quale Moratti è arrivato è che Ranieri non era in discussione prima del Bologna e non lo è in queste ore. Può bastare un’ora per cambiare un allenatore, anche se le soluzioni appaiono avventurose, ma il problema è più complesso, perché si tratta di ridare il senso dell’essere squadra a un gruppo di giocatori che seguono logiche individuali. Ranieri ha parlato con tutti,ma evitando un intervento di rottura; Branca e Ausilio, che rappresentano lo staff tecnico della società (definizione eccessiva, anche alla luce delle penultime e delle ultime scelte di mercato) hanno discusso con i giocatori anche singolarmente. Le ragioni per le quali l’Inter, che batteva il Barcellona 3-1 meno di due anni fa (20 aprile 2010), perde con Novara e Bologna sono chiare, viste le caratteristiche del gruppo. Quello che conta ora, prima dell’inevitabile rifondazione dell’estate, è rimettere insieme una squadra a pezzi, pensando alla partita di mercoledì a Marsiglia (ieri 1-1 dell’Olympique in casa con il Valenciennes), andata degli ottavi di Champions League. Mentre tutto sembra andare in fumo, la speranza degli interisti è che l’Europa possa rappresentare un’occasione di riscatto. Battuta da Napoli (1 ottobre) e Catania (15 ottobre) era riuscita a vincere a Lille 1-0 (18 ottobre). Perché l’Inter del triplete non c’è più, ma anche una squadra in crisi avrebbe potuto fare un paio di punti con Novara e Bologna. Il primo obiettivo di Ranieri è quello di tornare a un sistema di gioco semplice, come era lineare quello delle sette vittorie consecutive fra dicembre e gennaio, con un ritorno al 4-4-2, con Sneijder seconda punta, alle spalle di Milito (se guarisce in tempo). Servono linee più vicine, una maggiore protezione per la difesa, che continua a far paura negli errori individuali e collettivi (forse servirà il recupero di Samuel, se ci sarà), maggiore aggressività in mezzo al campo e una superiore capacità di inquadrare la porta. Il secondo obiettivo è cercare di migliorare la condizione atletica, poco brillante e da correggere in tempi rapidi. Il terzo obiettivo è ottenere dai giocatori di qualità una presenza più incisiva. Maicon, ad esempio, per tutto il secondo tempo contro il Bologna non si è visto. I risultati diranno se Ranieri potrà arrivare a fine stagione, come spera Moratti. Mentre gli interisti sognano il ritorno di Mourinho (che ha già programmato il ritiro estivo con il Real, segno che sale la quotazione del suo addio, visto che aveva fatto lo stesso all’Inter nel 2010), Pep Guardiola ha rinviato il momento di rinnovare il contratto con il Barcellona. «Ho ancora bisogno di tempo per pensarci; mi devo chiarire le idee». Ma prendere Guardiola, abituato ad allenare Messi, Iniesta e Xavi, significa cambiare tutto, senza badare a spese.</p>
]]></content:encoded>
					</item>
		<item>
		<title>Caos Grecia, salvataggio a rate</title>
		<link>http://www.pianetanews.com/3723/caos-grecia-salvataggio-a-rate.html</link>
		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 06:51:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pianetanews.com/?p=3723</guid>
		<description><![CDATA[La Grecia rischia il fallimento già a marzo per l’impossibilità di rifinanziare la quota del suo debito in scadenza. Ma l’Eurogruppo dei 17 ministri finanziari in programma domani a Bruxelles, che si annuncia come l’ennesimo ultimatum per Atene, in larga maggioranza sembra pronto a inventarsi di tutto pur di allontanare il tracollo. Molti ministri temono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Grecia rischia il fallimento già a marzo per l’impossibilità di rifinanziare la quota del suo debito in scadenza. Ma l’Eurogruppo dei 17 ministri finanziari in programma domani a Bruxelles, che si annuncia come l’ennesimo ultimatum per Atene, in larga maggioranza sembra pronto a inventarsi di tutto pur di allontanare il tracollo. Molti ministri temono un successivo contagio in altri Paesi dell’Eurozona. Nelle trattative della vigilia è così spuntata perfino l’ipotesi di anticipare solo la quota necessaria il mese prossimo, qualora non fosse possibile sbloccare il totale di almeno 130 miliardi di euro. La Bce (Banca centrale europea) di Mario Draghi ha studiato una soluzione tecnica per anticipare i guadagni scaturiti dagli acquisti di titoli di Stato. Vari Paesi chiedono l’accelerazione del potenziamento del Fondo salva Stati. Si tratta un ulteriore aumento delle perdite concordate con le banche private in possesso di titoli greci. Il premier greco Lucas Papademos, dopo una riunione d’emergenza del suo governo, ha annunciato «misure aggiuntive per 125 milioni», che completerebbero i 325 milioni di tagli richiesti da Bruxelles per sbloccare i 130 miliardi. Ma oggi ad Atene sono convocatemanifestazioni di protesta contro le politiche di austerità proprio in vista dell’Eurogruppo. I sindacati e i partiti estremisti le considerano insostenibili per una popolazione stremata da una drammatica recessione. Resta quindi incerto l’esito della riunione di domani, a cui è annunciata la presenza del premier Mario Monti nel suo ruolo di responsabile anche dell’Economia. In agenda figurano altri temi della strategia anticrisi dell&#8217;eurozona, che interessano molto l’Italia. C’è l’aumento del Fondo salva Stati in vista del summit dei capi di governo dell’1 e 2 marzo prossimi. Pesano poi sempre più le pressioni di vari governi e dell’Europarlamento per far varare interventi concreti per il rilancio della crescita e dell’occupazione, in modo da frenare le preoccupanti tensioni sociali provocate dagli effetti recessivi delle misure di austerità. Il nodo è la rigidità del governo della Germania, che (con le elezioni nazionali nel 2013) è condizionato da un’opinione pubblica ampiamente contraria a pagare per la Grecia, se ad Atene non accettano drastici obblighi in grado di garantire la restituzione dei prestiti. Il governo ellenico è arrivato ad accettare un discusso acquisto di armamenti tedeschi e francesi. Ma il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, capofila nell’Eurogruppo della linea dura (appoggiata da Olanda e Finlandia), finora ha solo moderato i suoi toni abituali esprimendo «grande considerazione » per i cittadini greci “toccati dalle misure di austerità”. Che a Berlino ritengono comunque indispensabili.</p>
]]></content:encoded>
					</item>
		<item>
		<title>Addio al celibato e nubilato. Strip man girl, feste animazione, make up</title>
		<link>http://www.pianetanews.com/3721/addio-al-celibato-e-nubilato-strip-man-girl-feste-animazione-make-up.html</link>
		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 03:47:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pianetanews.com/?p=3721</guid>
		<description><![CDATA[ROMA 18 FEBBRAIO 2012 &#8211; Stai cercando dei professionisti per un addio al celibato o un addio al nubilato? Eccoti al posto giusto! Questo evento lo rendiamo davvero speciale cercando di stupire la tua amica o amico del cuore, con te che ci darai tutte le informazioni necessarie per far felice la futura sposa o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA 18 FEBBRAIO 2012 &#8211; Stai cercando dei professionisti per un <a href="http://www.phoenix-agency.it/">addio al celibato o un addio al nubilato</a>? <strong>Eccoti al posto giusto!</strong></p>
<p>Questo evento lo rendiamo davvero speciale cercando di stupire la tua amica o amico del cuore, con te che ci darai tutte le informazioni necessarie per far felice la futura sposa o futuro sposo. Insomma, una serata tutta al maschile o femminile con i <strong>professionisti <a href="http://www.phoenix-agency.it/ragazzi">spogliarellisti</a></strong>, ballerini e stripman o <a href="http://www.phoenix-agency.it/ragazze">stripgirl</a> che ti renderanno lo spettacolo unico nel suo genere. Cena al ristorante, oppure ci ritroviamo in un locale o in discoteca.</p>
<div id="pages-3">
<h3>Servizi</h3>
<ul>
<li><a title="Addio al celibato e addio al nubilato" href="http://www.phoenix-agency.it/addio-al-celibato-nubilato">Addio al celibato e addio al nubilato</a></li>
<li><a title="Animazione e spettacolo" href="http://www.phoenix-agency.it/animazione-e-spettacolo">Animazione e spettacolo</a></li>
<li><a title="Balli di gruppo" href="http://www.phoenix-agency.it/balli-di-gruppo">Balli di gruppo</a></li>
<li><a title="DJ &amp; vocalist" href="http://www.phoenix-agency.it/dj-vocalist">DJ &amp; vocalist</a></li>
<li><a title="Limousine service" href="http://www.phoenix-agency.it/limousine-service">Limousine service</a></li>
<li><a title="Make up" href="http://www.phoenix-agency.it/make-up">Make up</a></li>
<li><a title="Spettacoli burlesque" href="http://www.phoenix-agency.it/spettacoli-burlesque">Spettacoli burlesque</a></li>
<li><a title="Spettacoli circensi" href="http://www.phoenix-agency.it/spettacoli-circensi">Spettacoli circensi</a></li>
</ul>
</div>
<p>La festa per te speciale presto la realizzerai e quindi a te che sei l’amico/a cosa aspetti a regalargli <strong>un giorno indimenticabile</strong>?</p>
<p>Contattaci subito per ricevere maggiori informazioni sui nostri servizi alla pagina <strong><a href="http://www.phoenix-agency.it/contattaci">CONTATTI</a></strong> oppure telefona ora al numero <strong>349.4148197</strong>.</p>
<p>Siamo a Roma ma operiamo su tutto il territorio nazionale. Visita il sito <a href="http://www.phoenix-agency.it/"><strong>www.phoenix-agency.it</strong></a> oppure segui la sezione di tuo interesse <a href="http://www.phoenix-agency.it/sitemap.xml">cliccando qui</a>.</p>
]]></content:encoded>
					</item>
		<item>
		<title>«Condannate Berlusconi a cinque anni»</title>
		<link>http://www.pianetanews.com/3716/%c2%abcondannate-berlusconi-a-cinque-anni%c2%bb.html</link>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 06:43:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pianetanews.com/?p=3716</guid>
		<description><![CDATA[«Istigatore e beneficiario delle false testimonianze di Mills». Usa questa formula il pm Fabio De Pasquale per chiedere la condanna di Silvio Berlusconi a cinque anni di reclusione. Il pubblico ministero conclude la sua requisitoria, iniziata sabato,con la certezza della colpevolezza dell’imputato (ieri dato più volte in arrivo in aula) «oltre ogni ragionevole dubbio». Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Istigatore e beneficiario delle false testimonianze di Mills». Usa questa formula il pm Fabio De Pasquale per chiedere la condanna di Silvio Berlusconi a cinque anni di reclusione. Il pubblico ministero conclude la sua requisitoria, iniziata sabato,con la certezza della colpevolezza dell’imputato (ieri dato più volte in arrivo in aula) «oltre ogni ragionevole dubbio». Per l’accusa Mister B.,comelo chiamaDavid Mills nella ormai famosa lettera al fiscalista Bob Drennan in cui confessava di aver tolto dai guai Silvio e di aver per questo ricevuto un regalo, donò quei 600 mila dollari al legale inglese perché mentisse nei processi «All Iberian » e «Arces» ovvero quello delle tangenti alla Guardia di Finanza. I soldi arrivati a Mills non possono essere stati dati dall’armatore Diego Attanasio perché, per l’accusa, è una eventualità smentita dai fatti e dalle dichiarazioni dello stesso imprenditore. De Pasquale poi attacca la difesa bollandola come «obsoleta, inamovibile» nonostante siano passati sei anni e tre sentenze, quelle che hanno visto in primo e secondo grado l’avvocato britannico condannato per corruzione in atti giudiziari e poi incassare dalla Cassazione la prescrizione. E proprio sui calcoli della prescrizione ilpmsi sofferma nella ultima parte dell&#8217;intervento sostenendo la data del 3 maggio prossimo se si ritiene che il reato sia stato commesso l&#8217;11 novembre del 1999, come ha sancito la Cassazione, oppure a metà di luglio perché l&#8217;accusa sposta al 29 febbraio 2000 la corruzione. Il pm ha chiesto al Tribunale di tener conto delle sospensioni subite dal processo e quindi di calcolarle a favore del prolungamento dei termini. «Un atto corruttivo di queste dimensioni, che ha di fatto ingannato due tribunali – argomenta ilpmche attacca duramente anche il lavoro della consulente di parte &#8211; mi pare assurdo non trovi giustizia». Accanto alle richieste dell’accusa si affianca anche la parte civile per la Presidenza del Consiglio; l’avvocato Gabriella Vanadia chiede 250 mila euro per danno di immagine come era già avvenuto con David Mills accusato di «essersi dato malato», di avere di fatto «dettato i tempi del processo» e di non essersi presentato al suo processo e invece di volere parlare, parlare, parlare per ore in questo giudizio contro Berlusconi. Adiniziare l’arringa difensiva, che proseguirà sabato 25, è l’avvocato Niccolò Ghedini che si lamenta dell’assenza di ammissioni di testi della difesa e rigetta al mittente le accuse di carte false. «Silvio Berlusconi è innocente» dice Ghedini. L&#8217;udienza fiume è terminata con un battibecco tra difesa e il Tribunale che proponevadi riprendere oggi.Quando l&#8217;avvocato Piero Longo ha minacciato di parlare per otto ore il rinvio è stato fissato per il 25.Un breve commento da Berlusconi: «Io sono strutturato per resistere, mase questi giudici andassero contro un cittadino normale per lui sarebbe la fine».</p>
]]></content:encoded>
					</item>
		<item>
		<title>Stupro dopo la discoteca. Nuda e ferita nella neve</title>
		<link>http://www.pianetanews.com/3710/stupro-dopo-la-discoteca-nuda-e-ferita-nella-neve.html</link>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 06:10:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pianetanews.com/?p=3710</guid>
		<description><![CDATA[Era svenuta, seminuda nella neve e al freddo, con gravi ferite soprattutto nella zona genitale. E’ stata trovata così, attorno alle 3.30 di ieri, all’esterno di una discoteca nelcomuneaquilano di Pizzoli, una studentessa di 20 anni, originaria di Tivoli. Non lontano, bloccato da gestore e un buttafuori del locale, c’era un giovane militare di stanza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era svenuta, seminuda nella neve e al freddo, con gravi ferite soprattutto nella zona genitale. E’ stata trovata così, attorno alle 3.30 di ieri, all’esterno di una discoteca nelcomuneaquilano di Pizzoli, una studentessa di 20 anni, originaria di Tivoli. Non lontano, bloccato da gestore e un buttafuori del locale, c’era un giovane militare di stanza all’Aquila, con gli abiti sporchi di sangue. «E’ stata una aggressione selvaggia» hanno detto i carabinieri dell’Aquila, che seguono la pista di uno stupro, di una o più persone: la vittima, studentessa all’Aquila, è ricoverata in gravi condizioni, anche se non corre pericolo di vita, nell’ospedale del capoluogo abruzzese. È sotto choc, circondata da genitori, sanitari e psicologi: i medici sono stati costretti a suturarle le ferite ai genitali provocate dalla violenza. Le sue condizioni non hanno permesso ai carabinieri di ascoltarla, mala sua testimonianza è definita determinante per chiarire una vicenda che secondo gli inquirenti ha contorni poco chiari e per definire la posizionedel giovane. Di fronte alle domande dei carabinieri, il militare ha respinto ogni addebito, parlando di un rapporto consenziente. A gestore e buttafuori del locale che lo avevano avvicinato per primi avrebbe detto: «L’ho solo baciata ». Ieri i carabinieri hanno ascoltate almeno 15 persone, altresaranno sentite. I militari dell’Arma, coordinati dal comandante provinciale Savino Guarino, attendono ora i risultati dei rilievi tecnico- scientifici dopo i prelievi dei Ris: per ora nessuna ipotesi è esclusa. Ieri sembrava che gli arresti per il responsabile o i responsabili fossero imminenti, manel pomeriggio è prevalsa la cautela. In questa prima fase delle indagini, coordinate dal pm Davide Mancini, viene ritenuta importante la testimonianza del gestore, Luigi Marronaro, che con il locale chiuso si è accorto della ragazza riversa nella neve durante il suo solito giro di controllo all’esterno e ha bloccato il giovane militare. «Sembrava morta» ha detto. «Abbiamo cercato di rianimarla senza riuscirci e poi di “beccare” il responsabile. Forse è successo nel parcheggio. Sarà lei stessa a dirlo quando starà meglio. Siamo tutti scioccati, ma quanto avviene fuori dal locale non dipende da noi». «È un fatto sconvolgente, atroce» ha affermato il sindaco Angela D’Andrea. «Mi auguro che il responsabile o i responsabili vengano individuati al più presto».</p>
]]></content:encoded>
					</item>
		<item>
		<title>Frequenze televisive, nuovo Far West. Le emittenti locali (e la Rai) le occupano</title>
		<link>http://www.pianetanews.com/3700/frequenze-televisive-nuovo-far-west-le-emittenti-locali-e-la-rai-le-occupano.html</link>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 06:10:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pianetanews.com/?p=3700</guid>
		<description><![CDATA[Mentre da settimane si discute che fare delle frequenze televisive—dopo il blocco del beauty contest deciso dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera e dopo giorni di discussioni politiche accanite sul dilemma «asta sì, asta no»—ecco emergere un fatto nuovo e sconcertante: quelle frequenze in attesa di assegnazione, tranne una, sono già state occupate. Abusivamente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre da settimane si discute che fare delle frequenze televisive—dopo il blocco del beauty contest deciso dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera e dopo giorni di discussioni politiche accanite sul dilemma «asta sì, asta no»—ecco emergere un fatto nuovo e sconcertante: quelle frequenze in attesa di assegnazione, tranne una, sono già state occupate. Abusivamente, si direbbe. Tra i casi più eclatanti la Lombardia, dove i canali 25, 54 e 55 vengono utilizzati dalle emittenti Telemilano, Più Blu e Più Blu 2. Mentre a Roma i canali 23, 54 e 59 sono usati dagli «inquilini» Canale Zero, Idea Tv e Yes Tv. E a Napoli il 54 e il 59 sono occupati dalle emittenti Telecapri e Tv Capital. Infine, in diversi bacini, in Friuli Venezia Giulia e in Emilia Romagna, il canale 24 trasporta i segnali della Rai. A denunciare l’incredibile vicenda, che fa capire quanto lunga sia la strada per uscire dal Far West dell’etere, è Antonio Sassano, autore del primo e unico catasto delle frequenze televisive ed ex consulente dell’Autorità per le Comunicazioni Agcom. Dalla sua denuncia parte anche l’interrogazione parlamentare dell’ex ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, pd, rivolta allo stesso Passera. L’occupazione, si rileva, non è «storia vecchia», ma anzi recentissima. Poiché nel decreto governativo del 20 gennaio scorso queste frequenze da assegnare venivano definite «indisponibili», Gentiloni chiede di sapere se e quando il ministro abbia autorizzato, dopo quella data, l’uso delle preziose porzioni di etere. È poi interessante notare come l’unico canale non occupato, tra quelli del fu beauty contest (il meccanismo che regalava le frequenze agli operatori televisivi esistenti), sia proprio il 58, dagli esperti ritenuto il più pregiato, che l’exministro Paolo Romani e il suo staff avevano destinato a Mediaset sollevando un mare di polemiche. A questo punto ci si domanda— se davvero quello spazio è stato indebitamente occupato — quando sarà liberato. E, soprattutto, da quale portafoglio sarà sostenuto il costo dello «sfratto»: dalle televisioni occupanti o dall’amministrazione pubblica, cioè dai contribuenti? La domanda non è oziosa, perché i precedenti non tranquillizzano. In particolare l’ultimo in ordine di tempo, l’asta per le frequenze destinate agli operatori di telecomunicazioni, che come noto ha fatto entrare nelle casse dello Stato più di quattro miliardi di euro. Anche in quel caso, i canali messi all’asta erano occupati da emittenti locali. Che, per liberarli, hanno ottenuto 175 milioni di euro a fronte di una richiesta di ben 400. Il «risarcimento », essendo stato fatto con criteri «egualitari», ha suscitato la protesta di quegli editori che avevano investito di più negli impianti. Ad esempio Sandro Parenzo, che ha denunciato l’operazione acquistando e firmando un’intera a pagina di pubblicità sul «Corriere della Sera» del 26 gennaio e lamentato, in un’intervista successiva, che si mettono sullo stesso piano Telelombardia, che dà lavoro a 300 persone, e «le piccole televisioni dell’amico dell’assessore con due dipendenti quando va bene». La vicenda sta creando nervosismo tra i partiti che alcune settimane fa, all’insegna del «No al beauty contest», avevano dato vita a un’insolita maggioranza: Pd, Terzo Polo, Idv e Lega Nord.</p>
]]></content:encoded>
					</item>
		<item>
		<title>Lavoro, l’ansia del premier: evitare il sorpasso spagnolo come sull’euro nel ’96</title>
		<link>http://www.pianetanews.com/3696/lavoro-l%e2%80%99ansia-del-premier-evitare-il-sorpasso-spagnolo-come-sull%e2%80%99euro-nel-%e2%80%9996.html</link>
		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 05:33:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pianetanews.com/?p=3696</guid>
		<description><![CDATA[Non finirà come nel ’96. Così deve aver pensato il presidente del Consiglio, quando ha appreso dell’intenzione del governo spagnolo di varare entro la metà di febbraio una riforma del lavoro strutturale, guardacaso all’insegna del «contratto unico». Nel ’96 Mario Monti assistette da Bruxelles, dove era commissario europeo, alla improvvisa accelerata che il governo Prodi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non finirà come nel ’96. Così deve aver pensato il presidente del Consiglio, quando ha appreso dell’intenzione del governo spagnolo di varare entro la metà di febbraio una riforma del lavoro strutturale, guardacaso all’insegna del «contratto unico». Nel ’96 Mario Monti assistette da Bruxelles, dove era commissario europeo, alla improvvisa accelerata che il governo Prodi diede all’ingresso dell’Italia in Europa dopo un vertice con l’allora premier spagnolo José María Aznar, e alle polemiche che ne seguirono. Adesso, da Palazzo Chigi, Monti magari non riuscirà a far prima del governo Rajoy, ma certo non vuole si pensi che l’Italia vada al rimorchio della Spagna. Sarà anche per questo che si intensificano i messaggi di un certo tipo: fare presto, approfittare della discesa dello spread, dialogare con le parti sociali ma poi decidere, discutere di tutto, anche dell’articolo 18. E sarà per questo che l’inquietudine di Cgil, Cisl e Uil sale. Monti e il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, hanno detto che per la riforma c’è tempo fino alla fine di marzo. L’Europa, del resto, ha messo sotto osservazione l’Italia non solo per i conti pubblici, ma anche per il mercato del lavoro, che presenta diverse anomalie: un tasso di attività notevolmente più basso della media europea e un tasso di disoccupazione giovanile e femminile molto più alto. E non a caso anche la Spagna, che ha un mercato del lavoro ancora più inefficiente, deve «fare i compiti». I due governi si stanno muovendo, autonomamente, lungo direttrici simili. Il ministro spagnolo dell’Economia, Luis de Guindos, annunciando la riforma, ha detto: «In Spagna ci sono 40 tipi distinti di contratti di lavoro. Dobbiamo semplificare tutto ciò con un contratto unico, con regole comuni per tutti i nuovi assunti». Parole e concetti vicini a quelli che abbiamo sentito più volte da Fornero. Anche in Spagna il governo ha spiegato che contratto unico non significa ridurre tutto a uno, ma togliere di mezzo gran parte dei contratti che hanno favorito un eccesso di contratti precari. Anche a Madrid l’esecutivo ha detto che l’obiettivo è favorire l’occupazione stabile e l’aumento della produttività. E infine, anche in Spagna, si discute di flessibilità in uscita, solo che non essendoci l’articolo 18, lo scontro è sulla misura dell’indennizzo per i licenziati. Ma soprattutto, sia a Madrid sia a Roma, i governi ripetono che, esaurita la consultazione con le parti sociali, vareranno comunque la riforma. Un messaggio inviato anche alla sinistra. In Spagna all’opposizione e quindi il suo no è scontato. In Italia, invece, il Pd sta nella maggioranza. Un problema in più per Monti. Ma possiamo restare senza una riforma che l’Europa chiede e che la Spagna si appresta a fare con convinzione, così come senza tentennamenti decise, nel ’96, di entrare nell’euro? La riforma dunque si farà. Ma forse non sarà all’insegna del contratto unico, che in Italia non vogliono né i sindacati né la Confindustria né il Pdl. E che divide gli esperti. Economisti come Tito Boeri e Pietro Garibaldi lo sostengono, sicuri che aprirà le porte alla flexicurity, un sistema dove si cambia più facilmente lavoro in relazione alle necessità produttive (ma senza perdere il reddito). Altri, come Michele Tiraboschi, affermano invece che il contratto unico, già sperimentato in Francia a metà degli anni Duemila, è stato presto abbandonato perché non portava alla stabilizzazione dei lavoratori, a differenza dell’apprendistato, grazie al quale Germania e Austria, hanno i livelli più bassi di disoccupazione, giovanile compresa.</p>
]]></content:encoded>
					</item>
		<item>
		<title>Gli zingari nell’albergo del Genoa</title>
		<link>http://www.pianetanews.com/3690/gli-zingari-nell%e2%80%99albergo-del-genoa.html</link>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 06:01:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pianetanews.com/?p=3690</guid>
		<description><![CDATA[Al termine di Lazio-Genoa dello scorso campionato, una delle partite sulla «black list» della procura di Cremona, alcuni componenti della banda degli zingari incontrarono calciatori rossoblù nell’albergo dove la squadra era ospitata. Non è la pistola fumante grazie alla quale affermare l’esistenza di incontri truccati in serie A, ma è di certo un tassello importante. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al termine di Lazio-Genoa dello scorso campionato, una delle partite sulla «black list» della procura di Cremona, alcuni componenti della banda degli zingari incontrarono calciatori rossoblù nell’albergo dove la squadra era ospitata. Non è la pistola fumante grazie alla quale affermare l’esistenza di incontri truccati in serie A, ma è di certo un tassello importante. Il dettaglio emerge da un’informativa della polizia depositata al tribunale chiamato a esprimersi sulla libertà di Alessandro Zamperini, ritenuto trait d’union tra gli slavi e l’ambiente calcistico;ma soprattutto collima con la testimonianza di Carlo Gervasoni, l’ex calciatore del Piacenza le cui confessioni hanno dato nuovo slancio all’inchiesta cremonese: Gervasoni aveva detto di aver appreso da Almir Gegic — uno dei cosiddetti zingari — che il 4-2 di Lazio-Genoa era stato concordato e che gli scommettitori avevano puntato su un «over» effettivamente realizzatosi. L’esame delle celle telefoniche a cui erano agganciati quel giorno i cellulari degli slavi confermerebbe ora la loro presenza nei pressi dell’hotel del Genoa dopo il termine del match. Un indizio in più, insomma; grazie allo stesso sistema d’indagine era già stata accertato che Gegic e i suoi compari si trovavano nelle vicinanze di Formello (luogo del ritiro della Lazio) poche ore prima dell’incontro. L’informativa su Lazio-Genoa non è l’unico documento aggiuntosi al carniere dell’indagine: altri ne stanno per arrivare dall’Ungheria, in particolare la rogatoria del «pentito » Gabor Horvath, dimostratosi al corrente della presunta combine tra Lecce e Lazio pur trovandosi ben lontano dall’Italia. Ieri intanto si sono incontrati il procuratore federale Stefano Palazzi e i due magistrati cremonesi, il pm Francesco Di Martino e il gip Guido Salvini. Il primo ha nuovamente invitato a farsi avanti chi abbia segreti da rivelare: «È nell’interesse dei calciatori ma anche dei dirigenti— ha sottolineato sibillinamente — chiarire quello che è successo prima di incorrere in altri infortuni». Palazzi dal canto suo ha ricordato che la giustizia sportiva prevede sconti per chi rivela e ammette illeciti. Non sempre è così tuttavia: due giorni fa il tribunale di ultima istanza della Figc ha confermato la penalità di 6 punti inflitta alla Cremonese, nonostante la squadra lombarda, denunciando che suoi giocatori erano stati avvelenati con del sonnifero, avesse di fatto dato il via alla nuova Calciopoli.</p>
]]></content:encoded>
					</item>
		<item>
		<title>Confindustria, art. 18 sul tavolo. E la Camusso non lo fa saltare</title>
		<link>http://www.pianetanews.com/3686/confindustria-art-18-sul-tavolo-e-la-camusso-non-lo-fa-saltare.html</link>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 04:39:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pianetanews.com/?p=3686</guid>
		<description><![CDATA[Probabilmente alla fine l’articolo 18 non verrà modificato. Ma da ieri non è più un tabù. Nel corso della maratona negoziale, durata oltre cinque ore, tra Confindustria e i maggiori sindacati, lo spettro dei licenziamenti individuali che da una decina d’anni aleggia sul mercato del lavoro, è comparso più volte. Lo ha introdotto nelle sue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Probabilmente alla fine l’articolo 18 non verrà modificato. Ma da ieri non è più un tabù. Nel corso della maratona negoziale, durata oltre cinque ore, tra Confindustria e i maggiori sindacati, lo spettro dei licenziamenti individuali che da una decina d’anni aleggia sul mercato del lavoro, è comparso più volte. Lo ha introdotto nelle sue linee generali il presidente degli imprenditori, Emma Marcegaglia, ripetendo come sia sempre più difficile per un’azienda tenersi un lavoratore a vita. Lo ha sostenuto, più pragmaticamente, il vicepresidente con delega per le Relazioni sindacali, Alberto Bombassei, (in corsa per succedere all’attuale leader) ricordando che l’articolo 8 sui contratti, inserito nella manovra dall’ex ministro Maurizio Sacconi l’estate scorsa — e sostanzialmente congelato dalle parti sociali — poteva essere una strada da percorrere. Il sindacato è rimasto compatto sul fronte del «no» ma nessuno si è alzato e ha abbandonato il tavolo. Un precedente in questo senso vale la pena di ricordarlo: nel luglio del 2004 si tenne in Confindustria un primo tavolo «concertativo» col sindacato per riavviare il dialogo dopo il burrascoso periodo di presidenza di Antonio D’Amato. Al suo posto, da pochi mesi, c’era Luca di Montezemolo, vice Bombassei con le stesse deleghe di oggi, e al posto di Susanna Camusso, al vertice della Cgil, c’era Guglielmo Epifani. Appena venne introdotto il tema della riforma del modello contrattuale, che non era all’ordine del giorno, Epifani si alzò e abbandonò il tavolo. Ieri la Camusso, che peraltro la riforma del modello contrattuale, anche se parziale, l’ha firmata lo scorso giugno, ha difeso con fermezza la sua contrarietà a ogni tentativo di incursione permettere mano all’articolo 18, ma non ha fatto saltare il prezioso tavolo, che ha pure trovato alcune convergenze. Insomma, si può dire che il clima è cambiato, anche se nella sostanza la ritrovata unità di Cgil-Cisl-Uil e il loro muro comune sull’articolo 18 renderanno sempre più difficile, se non impossibile, per Confindustria avere successo nella sua tenace tattica di sfondamento. Che viale Astronomia ci provi non è certo un segreto. Lo stesso Bombassei nel suo programma elettorale in dieci punti mette l’abolizione dell’articolo 18 in prima linea. E ieri il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, al termine della riunione, ha dichiarato alle agenzie di «sperare di convincere Confindustria a non farsi accalappiare da discorsi che servono solo a creare polveroni e non a risolvere problemi». Un riferimento alle «sirene» di Palazzo Chigi che, dopo aver cambiato d’un botto lo schema previdenziale introducendo il meccanismo contributivo e allungando l’età della pensione, in alcuni casi, di cinque anni, ora vorrebbero dare una spallata al «jurassico » Statuto dei lavoratori. Una prova, anche se rapidamente sconfessata dal governo, è stato il tentativo del sottosegretario Antonio Catricalà, in fase di definizione del decreto salva-Italia, di prevedere l’esclusione dell’articolo 18 nelle aziende fino a 50 dipendenti, quando queste fossero state frutto di fusioni aziendali. Le altre «sirene» abitano a Bruxelles. La famosa lettera della Bce (Banca centrale europea) dell’agosto scorso, che di fatto commissariò il governo Berlusconi, conteneva precisi riferimenti alla scarsa flessibilità del mercato del lavoro made in Italy. «Dovrebbe essere adottata—diceva il testo— un’accurata revisione delle norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione ». Accenni simili a quelli contenuti nella successiva richiesta di chiarimenti, firmata dal vicepresidente europeo e commissario agli Affari economici emonetari, Olli Rehn. Nei prossimi giorni è in arrivo da Bruxelles la task-force europea per «collaborare» col governo alla stesura della riforma del mercato del lavoro. Chissà se dirà la sua sul punto. Ieri la Camusso, nel corso di un’intervista al Tg3, ha ribadito che «anche per i neoassunti l’articolo 18 non si tocca». Ma se il contratto dell’artigianato verrà potenziato e magari esteso da 29 a 35 anni, come età limite, di fatto per i neoassunti si prevederà la licenziabilità entro i primi tre anni. Sul tavolo, e ieri se ne è discusso, anche l’ipotesi di sperimentare per i giovani un contratto a tutela crescente che non preveda l’applicazione dell’articolo 18. Uno scenario che, per essere credibile, avrebbe bisogno di un nuovo poderoso riassetto degli ammortizzatori sociali che garantisse a tutti un assegno di disoccupazione accanto a politiche di formazione. Le risorse non ci sono, dunque al momento non se ne farà nulla. Ma almeno si discute.</p>
]]></content:encoded>
					</item>
		<item>
		<title>John Elkann: grazie al premier. I partiti hanno saputo collaborare</title>
		<link>http://www.pianetanews.com/3682/john-elkann-grazie-al-premier-i-partiti-hanno-saputo-collaborare.html</link>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 04:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pianetanews.com/?p=3682</guid>
		<description><![CDATA[«Grazie a Mario Monti e al suo governo». Grazie, dice John Elkann, perché «è incredibile notare quanto è stato fatto» dal premier e dai suoi ministri. E «in tempi molto contenuti ». E con vere «riforme strutturali». Quelle invocate per decenni, e per decenni però sempre ferme lì: ai convegni, alle parole, alla resistenze, alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Grazie a Mario Monti e al suo governo». Grazie, dice John Elkann, perché «è incredibile notare quanto è stato fatto» dal premier e dai suoi ministri. E «in tempi molto contenuti ». E con vere «riforme strutturali». Quelle invocate per decenni, e per decenni però sempre ferme lì: ai convegni, alle parole, alla resistenze, alle lobby. Che ci sono ancora, per carità. Ma l’Italia, finalmente, si muove. In un pugno di mesi ha recuperato e ribaltato immagine e sostanza. È tornata protagonista attiva in Europa. Ha ritrovato il rispetto internazionale. E perché no: il proprio stesso orgoglio. Per cui il «grazie» del presidente Fiat va certamente, chiaro e inequivocabile, in primo luogo allo «strano governo» (definizione di Monti) dei professori. E al ruolo avuto nella crisi da Giorgio Napolitano. È senza dubbio lì, sottolinea, che è stata rimessa in moto la macchina: con una lunga strada da fare, ancora, ma non più sull’orlo continuo del burrone. E tuttavia è poi l’intero processo, a colpire. È il Paese, tutto (quasi), che sta rispondendo. Ed Elkann lo evidenzia. Davanti ha la platea dei cento superlaureati (italiani, francesi, tedeschi) che a Monaco partecipano al Collège des Ingénieurs. Dovrebbe parlare d’Europa, e al tema in effetti si attiene. Ma è ovvio, scontato che l’Italia non possa essere solo un passaggio tra parentesi. Appena tre mesi fa, probabilmente, il dubbio di un «sorvolo» Elkann l’avrebbe avuto: eravamo il grande accusato, facile bersaglio della speculazione e perciò facilissimo veicolo di contagio, fantasma del fallimento per noi stessi e per l’intera area euro. Ora, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy non si sognano nemmeno di non consultare Roma. Oggi, è il Financial Times a titolare (con enfasi opposta a quella della precedente era): «L’Europa è sulle spalle di Monti ». Finisce così che, nel discorso bavarese del presidente Fiat, l’Italia occupa comunque solo pochi minuti. Ma è tutt’altro che liquidata. Sono minuti, e parole, «politicamente» pesanti. Al di là del voluto understatment nei toni. «Questo governo—riassume—è stato capace di varare riforme strutturali. Il nostro welfare, il sistema pensionistico e sanitario sono stati creatimolti anni fa: andavano adattati al mondo in cui viviamo. Sono state imposte nuove tasse per tagliare il deficit, sono state messe in atto azioni per liberalizzare il mercato e l’economia e per rilanciare la crescita». Poi, scandito: «Grazie a Mario Monti e al suo governo, tutto è stato fatto in tempi molto contenuti». Se tutto da lì parte, però, il volto nuovo che l’Italia oggi prova a costruirsi è merito anche di uno sforzo corale. Nessuno è felice dei sacrifici. Ed Elkann sa perfettamente che gli sforzi veri pesano sui ceti medio-bassi, non certo sui grandi patrimoni (come il suo). Tuttavia: «Se l’opinione pubblica è in maggioranza favorevole, è perché il nostro buon senso ci dice che tutto questo va fatto». Quanto alla politica, «partiti molto diversi e con visioni opposte hanno saputo trovare una posizione comune di fronte a problemi di estrema gravità». Restano qua e là, non solo nelle forze di opposizione dichiarata, le polemiche sulla «legittimità democratica» del governo dei professori? Non hanno senso, per Elkann: «Quello che abbiamo è un governo scelto da un presidente della Repubblica regolarmente eletto dal Parlamento, a sua volta eletto democraticamente, e che ha un forte sostegno di molti partiti politici oltre che dell’opinione pubblica». Fine delle discussioni.</p>
]]></content:encoded>
					</item>
	</channel>
</rss>

