3 febbraio 2012 - Sport    Commenta per primo!

Gli zingari nell’albergo del Genoa

Al termine di Lazio-Genoa dello scorso campionato, una delle partite sulla «black list» della procura di Cremona, alcuni componenti della banda degli zingari incontrarono calciatori rossoblù nell’albergo dove la squadra era ospitata. Non è la pistola fumante grazie alla quale affermare l’esistenza di incontri truccati in serie A, ma è di certo un tassello importante. Il dettaglio emerge da un’informativa della polizia depositata al tribunale chiamato a esprimersi sulla libertà di Alessandro Zamperini, ritenuto trait d’union tra gli slavi e l’ambiente calcistico;ma soprattutto collima con la testimonianza di Carlo Gervasoni, l’ex calciatore del Piacenza le cui confessioni hanno dato nuovo slancio all’inchiesta cremonese: Gervasoni aveva detto di aver appreso da Almir Gegic — uno dei cosiddetti zingari — che il 4-2 di Lazio-Genoa era stato concordato e che gli scommettitori avevano puntato su un «over» effettivamente realizzatosi. L’esame delle celle telefoniche a cui erano agganciati quel giorno i cellulari degli slavi confermerebbe ora la loro presenza nei pressi dell’hotel del Genoa dopo il termine del match. Un indizio in più, insomma; grazie allo stesso sistema d’indagine era già stata accertato che Gegic e i suoi compari si trovavano nelle vicinanze di Formello (luogo del ritiro della Lazio) poche ore prima dell’incontro. L’informativa su Lazio-Genoa non è l’unico documento aggiuntosi al carniere dell’indagine: altri ne stanno per arrivare dall’Ungheria, in particolare la rogatoria del «pentito » Gabor Horvath, dimostratosi al corrente della presunta combine tra Lecce e Lazio pur trovandosi ben lontano dall’Italia. Ieri intanto si sono incontrati il procuratore federale Stefano Palazzi e i due magistrati cremonesi, il pm Francesco Di Martino e il gip Guido Salvini. Il primo ha nuovamente invitato a farsi avanti chi abbia segreti da rivelare: «È nell’interesse dei calciatori ma anche dei dirigenti— ha sottolineato sibillinamente — chiarire quello che è successo prima di incorrere in altri infortuni». Palazzi dal canto suo ha ricordato che la giustizia sportiva prevede sconti per chi rivela e ammette illeciti. Non sempre è così tuttavia: due giorni fa il tribunale di ultima istanza della Figc ha confermato la penalità di 6 punti inflitta alla Cremonese, nonostante la squadra lombarda, denunciando che suoi giocatori erano stati avvelenati con del sonnifero, avesse di fatto dato il via alla nuova Calciopoli.

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